ALEVO, uno stile di vita evoluto:introduzione L'idea di raccontarne la storia

April 17, 2019

 

 

“Al termine di ogni avventura ci sono sempre due categorie di persone: chi vi ha partecipato e chi no.”
— Francesco Fenga 

 

 

Perché scrivere un libro? Ci possono essere molte motivazioni, a me piace molto leggere libri (a casa ne ho oltre 1500 e solo guardandoli mi sento un po' più colto... frase rubata non so più a chi) ma fino a pochi mesi fa non pensavo di scriverne uno io. Mi sembrava sempre che fosse già stato scritto tutto e avevo paura di aggiungere poco a quanto già esistente e quindi di apparire banale. Ma forse erano solo scuse; inoltre da tempo frequento corsi nei quali consigliano a chiunque abbia qualcosa da dire di metterlo giù in un libro, e quindi ho preso coraggio. Un libro vero, qualcosa che rimanga visibile, che sia bello, che possa fare compagnia e fare ricordare di me. Un bel libro, letto di recente, The “Revenge of Analog” (la rivincita dell’analogico) di David Sax, spiega bene le ragioni del ritorno dell’apprezzamento dei beni materiali, quando questi raccontano una “storia” .


Ma adesso lasciate che vi racconti brevemente la mia storia professionale, i più curiosi potranno trovare molti più dettagli sul mio profilo Linkedin (per chi ancora non lo conoscesse è il social media del mondo del lavoro).

Mi sono laureato in “Scienze delle preparazioni alimentari” a Milano nel 1984. Sin da studente il mio desiderio era quello di lavorare per lo sviluppo di nuovi prodotti, e il mio primo lavoro è stato proprio quello di responsabile dello sviluppo di diverse linee di prodotti per Monda-Knorr. Fu una bella e corta esperienza, poiché ricevetti poco dopo una buona proposta da Pavesi (non faceva ancora parte del gruppo Barilla); in Pavesi mi sono occupato in particolare della riformulazione del Togo, dei Pavesini e dei Crackers Pavesi.

Successivamente Barilla, durante gli anni della privatizzazione di molte aziende a controllo statale, acquisì Pavesi e di conseguenza mi venne proposto di trasferirmi a Parma per occuparmi del miglioramento costante anche dei Crackers del Mulino Bianco. Dopo qualche anno, Barilla mi affidò il nuovo incarico di responsabile della innovazione tecnologica del settore prodotti da forno e successivamente mi chiese di far parte di un gruppo dedicato alla esplorazione intensiva delle possibili nuove opportunità di mercato.

Questo ultimo incarico presso Barilla mi portò ad esplorare molti mercati, in Europa e negli Stati Uniti, che conoscevo ancora poco ed a scoprire molti prodotti che sembravano interessanti, tra i quali i prodotti senza glutine e quelli arricchiti di proteine. Nel 2004 venne il momento di creare la mia azienda, per supportare le piccole realtà imprenditoriali che avessero volontà di cimentarsi in qualcosa di nuovo.

 

Una delle prime aziende con la quale decisi di condividere la mia visione del settore alimentare e le mie competenze fu la “Dolci Palmisano” di Jesolo, azienda che adesso ha 90 anni di vita e un titolare, Francesco Palmisano, giovane e con voglia di crescere.

Della “Dolci Palmisano” mi aveva colpito subito la pulizia e l’attenzione ai dettagli, ciò la rendeva la partner ideale. Ma c’era anche un altro motivo per iniziare a lavorare con questa azienda, era un laboratorio dedicato alla produzione di prodotti da forno della tradizione Veneziana e in particolare produceva biscotti, un settore che conoscevo molto bene.

Bisognava quindi trovare qualcosa di innovativo da sviluppare e produrre. Allora mi sono ispirato alle ricerche svolte durante il mio passato lavorativo.

Negli anni precedenti avevo visitato tantissimi punti vendita in giro per il mondo e assaggiato parecchi prodotti, avevo studiato a fondo le problematiche relative al mantenimento di un buon stato di benessere e alla gestione del peso… e mi sembrava che mancasse qualcosa.  

 

Esistevano sul mercato molti prodotti “salutistici” quali :


• Barrette proteiche ; spesso difficili da masticare e dal sapore inquietante

• Biscotti proteici ma pieni di glutine e dal sapore “chimico” dato dai dolcificanti intensivi

• Beveroni proteici, efficaci ma poco appaganti sotto il profilo organolettico.

 

Era giunto il momento di “creare” qualcosa di diverso, che saziasse, non avesse glutine e che fosse anche buono. E così mi misi sviluppare, con la squadra di Palmisano, “Cookie Pro” al cacao, il superbiscotto spezzafame....................

 

continua......

 

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