Intervista a Vittorio Zambrini, Chief Scientific Officer di Granarolo SpA

Per prima cosa raccontami qualche cosa della tua vita professionale

 

Sono un tecnologo alimentare, laureato a Milano nel lontano ‘77. Fin dall’inizio ho cercato di mettere insieme tutti gli esami che riguardassero il latte (sia all’interno del corso di laurea, sia pescando da Veterinaria, Medicina ed Agraria) perchè da sempre questo settore mi ha interessato. Dopo la laurea ho dovuto scegliere: la carriera universitaria mi sarebbe piaciuta, ma voleva dire all’epoca patire di stenti, per cui incominciai a lavorare al Centro Sperimentale del Latte di Milano, che allora era un po' il centro ricerche scientifiche della Yomo e nello stesso tempo aveva un'attività di produzione dei fermenti lattici per il caseificio. 

Dopo cinque anni di collaborazione il laboratorio cominciava a starmi un po’ stretto e mi lanciai in un’avventura particolare: andai in Brasile come direttore industriale di Parmalat ed al rientro, dopo cinque anni, tornai al Centro Sperimentale, dedicandomi però unicamente a progetti Yomo. Rimasi per quattro anni nel ruolo di responsabile scientifico del settore latti fermentati, dopodiché, sentendo la mancanza della parte industriale, accettai di partecipare al lancio di Valsoia, mettendo a frutto un’esperienza che avevo cominciato a fare in Brasile, dove stavo mettendo a punto una bevanda a base di siero di latte e di soia (di cui il Brasile è secondo produttore al mondo).

Operai come direttore tecnico per tre anni, lanciando diversi prodotti, dopo di ché sentii il richiamo del latte ed andai in Galbani (allora di Danone) come direttore Innovazione Tecnologica. 

Rimasi in quel ruolo per un paio d’anni e poi .......(se vorrai leggere il seguito di questa e  delle altre interviste, potrai trovarle prossimamente nel mio libro)

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