Intervista a Christian Centonze, Food Industry Director di Nielsen

 

Raccontaci per prima cosa qualche cosa di te, dal punto di vista professionale

 

Io sono arrivato in Nielsen dopo aver collaborato con la GPF di Giampaolo Fabris, una società che si occupava di ricerche di mercato. Fabris è stato professore dello IULM,  uno dei grandi personaggi della ricerca italiana, per certi versi padre delle qualitative in Italia, ed aveva dato alla lettura dei dati (rilevati dai più svariati settori merceologici, tra cui anche il food) un’impronta molto sociologica. Un’impostazione  completamente differente da quella della Nielsen,  che è principalmente basata sui dati.

Quando sono venuto in Nielsen,  che  rappresenta (più di quanto non si creda) il tempio dei dati, ero un  po' come un bambino in pasticceria. Ero abituato a dover commentare, fare previsioni e strategie sulla base di poche informazioni e tanto ragionamento, e mi sono trovato in un'azienda che (soprattutto in Italia)  metteva a disposizione una massa enorme di dati ed informazioni; tutto quello che esce dai supermercati e ipermercati, tutto ciò che entra nelle famiglie (attraverso Consumer Panels), il consumo mediatico (attraverso Auditel e Audiweb).

Il mio percorso professionale è stato caratterizzato dalla ricerca di coniugare la parte di pensiero e di ricerca dei trend futuri, che mi veniva dalla mia prima esperienza professionale, con la parte più razionale e solida che  solo i dati possono generare.

Nelle  diversi  gradi di responsabilità che ho assunto ho sempre cercato di applicarle entrambe; recentemente ......(se vorrai leggere il seguito di questa e  delle altre interviste, potrai trovarle prossimamente nel mio libro)

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